Economia del Mare 2024, in Emilia Romagna ha prodotto 13,3 miliardi di valore aggiunto


L’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare – Ossermare, con il suo coordinatore Antonello Testa, ha presentato il Report Emilia Romagna 2024 sull’Economia del Mare, nell’ambito dell’Adriatic Sea Forum, svoltosi a Ravenna il 25 ottobre.

“La regione Emilia Romagna, con i suoi 24 comuni definiti come zone costiere, con 320 abitanti per km quadrato, a fronte dei 187 degli altri comuni della regione, sempre di più mette al centro delle sue politiche la Blue Economy, centrale in tutte le principali filiere dell’economia del mare. Anche dal punto di vista strategico, della ricerca ed innovazione tecnologica contribuisce al sistema nazionale attraverso ART-ER e all’interno del Cluster Nazionale BIG dando forza con importanti progettualità e fornendo grande competenza in materia. I numeri ci dicono in modo chiaro il valore di questa regione nell’ambito dell’Economia del Mare, con un moltiplicatore di 1,9 più alto di quello medio nazionale. Siamo felici di presentare qui il nostro report regionale in questo importante evento, l’Adriatic Sea Forum, e voglio ringraziare Risposte Turismo, che rappresenta uno dei nostri principali partner del nostro osservatorio.” Ha dichiarato il coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del mare Antonello Testa nell’ambito della presentazione dei dati.

L’Emilia Romagna si attesta con un valore aggiunto diretto di 4,6 miliardi di euro che, sommato a quello indiretto, arriva ad un totale di 13,3 miliardi di euro. Il valore cresce rispetto alla rilevazione dello scorso anno del +15,5% con un + 0,4% in più del dato nazionale. Gli occupati sono 96.824 e le imprese sono 13.970. Anche le esportazioni registrano 1 miliardo di valore con una variazione dalla rilevazione rispetto allo scorso anno di un +39,6% con un + 5,2% rispetto al dato nazionale, che si attesta a + 34,4%.

La ricchezza prodotta per settore dell’Economia del Mare dell’Emilia Romagna per valore aggiunto vede la filiera di servizi di alloggio e ristorazione con 1.555,3 milioni di Euro; seguita dall’attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale con 1.289,1 milioni di euro; la filiera della cantieristica con 752,5 milioni di euro; la filiera ittica con 412,2 milioni; la movimentazione di merci e passeggeri via mare con 379,6 milioni e le attività sportive e ricreative con 205,1 milioni.

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